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nello spot che stai guardando io ci vedo la scena di un film

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i Vitelloni 2012 viaggiano sulla Punto Twin Air Turbo

An-ghi-gò. Tre fighetti in gita son. Che facevan gli sboroni con un gruppo di bestioni. Poi la Punto si fermò….Lo spot della Punto Twin Air turbo 85 cv  vede i suoi 3 occupanti farsi beffe di un manipolo di palestrati maniaci del fitness che suda e lavora sodo per perdere peso. In che modo? Li irridono al di là della vetrata della loro palestra ingozzandosi di burritos e fast food, mettendo alla berlina la loro lotta al colesterolo (anzi uno dei tre chiede pure se hanno della maionese!). Poi via, se la filano a bordo della loro Punto rossa, inseguiti come nelle migliori zingarate.

“C’è chi corre per consumare più calorie e chi si diverte consumando meno benzina” recita la voce off. Qualcosa di simile quasi 50 anni fa (nel 1953) avevano combinato  i Vitelloni di Federico Fellini con Alberto Sordi che spernacciava un gruppo di operai che si spaccavano la schiena nell’asfaltare una strada. “Lavoratooori!” E giù gesto dell’ombrello e pernacchia. Poi però la macchina si fermava e i tre bamboccioni venivano inseguiti, raggiunti e  costretti a subire un confronto dialettico con il quarto stato che quando lavora gradisce poco le prese per i fondelli. Ebbene quanto sarebbe bello se il celebrato motore turbo della Punto che garantisce più prestazioni e meno consumi abbandonasse i 3 nipotini di Sordi & C.sul più bello facendo “sput-sput” come nella migliore tradizione dei cartoon. Così oltre al clima, ecrchi in lega e mp3 anche una bella e meritata dose di botte sarebbe di serie.

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Lasciateci smettere di giocare

Un’era geologica fa, sulle note di un motivo nazional-popolare, Toto Cotugno ci dipingeva come italiani da pizza e mandolino e già allora preferivi essere nato in Nuova Zelanda. Oggi La Sisal che poi è la maschera che indossa lo Stato biscazziere quando fa il croupier, ci invita a sognare una vita migliore giocando una schedina del Superenalotto 

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Se non giochi non vinci e non realizzi i tuoi desideri che siano possedere una vigna, assicurare un futuro ai figli, regalare milioni ai nipotini, mica caramelle, diventare il presidente della propria squadra di calcio, magari come l’Alberto Sordi del Borgorosso Football Club. “Gioca il giusto” recita una voce femminile al termine dello spot,giusto per ricordarti che stiamo sempre parlando di azzardo e che il Supernelatotto insieme al Poker online, al Lotto, Win for Life, Gratta e Vinci e compagnia bella, come il fumo e gli alcolici, possono creare dipendenza. Naturalmente lo Stato su tutte queste cose ci guadagna ma se con una mano prende con l’altra ipocritamente ti accarezza e ti raccomanda moderazione. Quante persone si rovinano al gioco? Quante sono cadute in depressione?

Vincere non dà soddisfazione se ti rendi conto in cosa ti sei trasformato. George Segal nel finale di “California poker” di Robert Altman alla fine vince ma vine colto da un attacco di spleen, di profonda tristezza che forse i 40.000$ non basteranno a scacciare.

E mentre il suo compare Elliot Gould, caricato a mille ormai è perso dietro alla dea bendata, molla tutto e se ne va, consapevole di aver perso più di quanto abbia finalmente vinto. Ne valeva la pena? “Gioca il giusto” forse dovremmo leggerlo in un altro modo: “Il giusto sceglie di non giocare”:

 

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