spoteciak

nello spot che stai guardando io ci vedo la scena di un film

Al diavolo tutto.

Un suv attraversa le strade di Manhattan e noi, rapiti dalle note in sottofondo di un piano in sordina e da un lamento struggente di un sax, ascoltiamo lo sfogo di un uomo che immaginiamo forte e risoluto, uno che non accetta i compromessi della vita. Mentre manda a quel paese i luoghi comuni di una vita radical chic, icone e simboli dei suoi bersagli si susseguono sullo schermo.

E’ lo spot della Mercedes GLK.

Chi ha bisogno di feste comandate, regole azzeccate, gente intenta a fare su e giù per le vie del centro in preda a shopping compulsivo?” E ce n’è pure per i miti degli yuppie esterofili di casa nostra : conference call, social network, cocktail, vernissage, lounge music e acid jazz, sushi e brunch. Si fottano tutti: il futuro appartiene a chi ha il coraggio di essere differente. E che può sborsare 50.000 euro per un’auto che pare un carro funebre. Stesse strade, notturne, bagnate dalla pioggia e la voce pastosa dell’indimenticabile Ferruccio Amendola nel 1976 raccontavano il male di vivere di Taxi Driver, un giovane Robert De Niro già bravo in maniera quasi fastidosa.

E simile era pure la colonna di Bernard Herrmann che già aveva musicato capolavori di Hitchcock come “Vertigo-La donna che visse due volte” e “Psyco”

 

Ma se il taxi giallo guidato da De Niro scivolava nel buco nero di una New York da incubo e resta un cult, il suv della Mercedes è solo l’ennesima auto cool da fighetti. Io preferisco farmi una corsa nella malinconia dell’anima senza tassametro a bordo del primo. E voi?

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