spoteciak

nello spot che stai guardando io ci vedo la scena di un film

2012, allarme a Hollywood

Una fredda giornata in una piazza di una città senza nome. L’attenzione di una giovane donna viene catturata dalla bandiera che non sventola. Il tricolore, unica nota cromatica in questa atmosfera grigia, si è impigliato nel pennone. E allora cosa ti fa la nostra protagonista? Si leva il cappello di lana liberando al vento una chioma di riccioli corvini e scalza inizia ad arrampicarsi sotto lo sguardo prima incuriosito dei passanti che poi scoppiano in un applauso liberatorio a missione compiuta. Il bianco, il rosso e il verde sventolano ancora. La sua ascesa forse vi avrà ricordato l’ora di ginnastica alle medie quando, sfiniti, restavamo a metà strada sulla pertica, oppure sarete tornati con la memoria all’albero della cuccagna di qualche sagra di paese. Invece si tratta di evocare il momento difficile che attraversa il nostro Paese, simbolicamente rappresentato dalla bandiera, incagliata. Bisogna agire e sbloccare la situazione. Come? Con un atto di fiducia prima di tutto. Fiducia nel sistema Paese e in una grande banca, Unicredit, per la quale lo spot invita a sottoscrivere l’aumento di capitale.

 

Spot emozionante, musica in stile “Momenti di gloria”, tutto a posto no? Ma allora che ci fa nella piazza quel giapponese con la divisa della marina della seconda guerra mondiale che con un sorriso grande così guarda in su? Non lo vedete? Allora ripassatevi i primi 5 minuti di “1941 allarme a Hollywood” di Steven Spielberg dove un sommergibile nipponico sbaglia rotta e finisce nelle acque della California. E nella manovra di emersione scoprirete come una ignara giovane bagnate, stavolta bionda e nuda, rimanga abbracciata al periscopio offrendo al marinaio dagli occhi a mandorla una paradisiaca visone. Situazioni simili. Ma insomma, il giapponese che in piazza indica il posteriore della ragazza gridando “Hollywood!” lo vedo solo io?

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Un pensiero su “2012, allarme a Hollywood

  1. Difficile non vedere qualche messaggio subliminale anche se innocente.

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